L'impasto
Biga e lievito madre, da 24 a 72 ore di fermentazione. Farine macinate a pietra da un mulino di famiglia. È qui che comincia tutto.
Pizzeria d'autore · Milano
La pizza, come il pane.
Impasti a lunga lievitazione, farine macinate a pietra, materia prima con un nome. Un forno a legna, nessuna scorciatoia.
Ventiquattro, quarantotto, settantadue ore fra biga e lievito madre. L'impasto riposa, fermenta, prende aria. Quello che senti sotto i denti nasce due giorni prima del forno.
Il pomodoro dall'Agro Sarnese. Il fiordilatte da Agerola, che arriva la mattina presto. Le farine da un mulino a pietra. Fornitori che possiamo nominare uno per uno.
Prestinè. Pizza d'autore, fatta con rispetto.
Materia Prima
Biga e lievito madre, da 24 a 72 ore di fermentazione. Farine macinate a pietra da un mulino di famiglia. È qui che comincia tutto.
San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino e datterino giallo. Pelati a mano, mai concentrato, mai zucchero.
Da un caseificio di Agerola. Parte alle sei del mattino, lo tagliamo noi a mezzogiorno. Quello che avanza non torna indietro.
Basilico a foglia piccola, profumato e non amaro. Olio extravergine monocultivar, a crudo, all'uscita dal forno.
Una forma intera aperta al mese. In scaglie, in fonduta, grattato al momento sul piatto. Mai una bustina.
Dove Siamo
Via Melzo 14
20129 Milano, Porta Venezia
Trentadue coperti, due turni a cena. Nei fine settimana meglio prenotare con qualche giorno di anticipo. Serate a quattro mani e chiusure straordinarie sui canali social.
La Casa
[Testo da riscrivere con la storia vera: come e quando è nato Prestinè, chi c'è in cucina e in sala, perché proprio la pizza d'autore.]
"Prestinè", a Milano, è il fornaio. Tutto nasce da lì: trattare la pizza come si tratta il pane. Un forno a legna, lievito madre, farine macinate a pietra scelte una a una, e la pazienza di aspettare che l'impasto sia pronto lui, non noi.
Da allora il modo di lavorare non è cambiato: lento dove serve, senza compromessi sulla materia prima. Cambiano le stagioni, i fornitori, qualche riga della carta.
Recensioni
Il cornicione è un'altra cosa: alto, alveolato, leggero. Si sente che l'impasto ha aspettato il suo tempo.
Margherita presa come test e promossa a pieni voti. Pomodoro vivo, fiordilatte che non annega la pizza.
Locale piccolo, si prenota, ma ne vale la pena. La carta dei vini naturali è una sorpresa.
La Diavola Gentile con il miele di castagno è un equilibrio perfetto tra piccante e dolce. Ci torno solo per quella.
Digeribile davvero. Due pizze in due e zero pesantezza dopo. Non capita spesso.
Servizio attento senza essere invadente. Ti raccontano la carta senza fare la lezione.
Presa la Norma contemporanea: melanzane fritte e ricotta salata su una base leggera, un piatto vero.
Anche la Marinara qui è un'esperienza: aglio nero e alici del Cantabrico, altro che pizza povera.
Prezzi onesti per la qualità della materia prima. Si capisce dove vanno a finire i soldi.
Centinaia di persone si sono sedute a questi tavoli e sono tornate a raccontarlo. Ora manca la tua.
E ora tocca a te →